Culto del 16 giugno

Il Signore ci continua a benedire, grazie anche alle vostre preghiere. In questa mattina abbiamo nuovamente visto la gloria di Dio, realizzando che il Signore sta operando nella chiesa di Monaco. Iniziamo a notare che sono occupati tutti i posti  e inizia a diventare stretto, gloria a Dio. Non ce cosa più bella di avere un locale di culto pieno di fedeli che lodano il Signore con un cuore disposto a ricevere la gloria del Signore.

 

Il Signore è buono con noi e ci ha portato il messaggio attravero il fratello Riviello. Il passo nella Bibbia lo troviamo in Matteo 25:14-30 è la parabola dei talenti. Questa parabola viene narrata da Gesù per farci comprendere il servizio del Signore.

Ci sono tre punti principali di questa parabola, la fiducia che il Signore ci da, la capacità che Lui ci dà e il Suo ritorno.

La parabola parla di tre servi di un padrone che se ne sta per andare, e lascia dei beni ai suoi servi. A uno da cinque talenti, a uno due talenti e al l'altro un talento, secondo alle loro capacità.

Due dei tre erano servi buoni e fedeli e subito hanno fatto fruttare i bei del padrone, e quello che aveva solo un talento l'ha nasconsto sotto terra.

Il padrone è ritornato e ha fatto i conti con i suoi servi. I due che hanno fatto fruttare i beni del pardone, facendoli radoppiare, furono premiati, ma l'uno che non ha fatto niente per fruttare fù tolto quel l'uno che aveva e quel servo inutile fù gettato nelle tenebre.

 

Il Signore che dà fiducia e si affida di noi, dandoci delle capacità per fare fruttare l'opera Sua. Vuole che ci mettiamo subito in azione per portare avanti il Suo servizio. Il Signore non vuole che portiamo le nostre capacità, ma ci fornisce Lui con le giuste capacità. Lui vuole che ci mettiamo subito al servizio con un cuore disposto, umile e pieno di amore. Alla fine il Signore si fà i conti con noi. Non vuole un guadagno enorme, ma quello sano. Se ci dà cinque talenti, ne vuole solo cinque. Se ci dà due talenti ne vuole solo due. Se ci dà un talento ne vuole solo uno. Non esiste chi è più bravo del l'altro o chi ha più talenti dall'altro, ma di fare fruttare la quantità personale che il Signore ci affida, sempre secondo le nostre capacità, mai di più di quello che possiamo fare. Il Signore vuole che ci muoviamo per Lui e alla fine si sarà conpiaciuto per noi, non perche siamo così bravi che lo meritiamo, ma perche abbiamo usato del talento offerto dal Signore.

 

  

Notizie

Update 29.11.2018 :

 

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