La vittoria del Cristiano

Il messaggio del Signore oggi è stato tratto dal primo libro di Samuele, al capitolo 17, versetti da 38 a 45.


"Saul rivestì Davide della sua armatura, gli mise in capo un elmo di bronzo e gli fece mettere la corazza. Poi Davide cinse la spada di Saul sopra la sua armatura e cercò di camminare, perché non aveva ancora provato; allora disse a Saul: «Non posso camminare con questa armatura, non ci sono abituato». E se la tolse di dosso. Poi prese in mano il suo bastone, si scelse nel torrente cinque pietre ben lisce, le pose nella sacchetta da pastore che gli serviva da bisaccia, e con la fionda in mano si diresse verso il Filisteo. Intanto avanzava anche il Filisteo, avvicinandosi sempre più a Davide, mentre il suo scudiero lo precedeva. Quando il Filisteo vide Davide, lo disprezzò, perché egli non era che un ragazzo, biondo e di bell’aspetto. Il Filisteo disse a Davide: «Sono forse un cane, che tu vieni contro di me con il bastone?» E maledisse Davide in nome dei suoi dèi. Poi il Filisteo disse a Davide: «Vieni qua, e darò la tua carne in pasto agli uccelli del cielo e alle bestie dei campi». Allora Davide rispose al Filisteo: «Tu vieni verso di me con la spada, con la lancia e con il giavellotto; ma io vengo verso di te nel nome del Signore degli eserciti, del Dio delle schiere d’Israele che tu hai insultate."


In questo passo è raccontata la storia della battaglia tra Davide e Golia e ci troviamo davanti a una situazione non usuale: un ragazzo, 《biondo e di bell'aspetto》,un pastore di pecore che mai aveva partecipato ad una battaglia, si trova a dover affrontare un gigante. E spesso anche a noi capita di essere chiamati a combattere, ad affrontare giganti,  senza avere alcun potenziale o esperienza, ma impariamo come Davide ad affrontare le battaglie "nel nome del Signore degli eserciti".


Nonostante Davide non fosse che un ragazzo, un pastorello, Dio sia ringraziato perché guidò Samuele nel sceglierlo. Se lui avesse scelto secondo ciò che lui vedeva, senza ascoltare la voce di Dio, sicuramente avrebbe scelto l'uomo più muscoloso,  quello più agile, quello più adatto, ma magari costui nn sarebbe riuscito a vincere il gigante. Ma Samuele, che era un uomo di Dio, si lasciò guidare dal consiglio del Signore, il quale non sceglie in base alle nostre caratteristiche, alle nostre bravure, bensì in base alla disposizione del nostro cuore e alla nostra fede. E come Samuele anche noi vogliamo che le nostre scelte siano guidate dal Signore, che vede al di là dei nostri occhi!


Continuando nella lettura di questo passo, vediamo che Saul prepara Davide per la battaglia: gli dona l'armatura, l'elmo, una spada; ma Davide non vi era abituato, non aveva mai indossato un'armatura e se la tolse; prese con sé un bastone e 5 pietre e si avviò verso il Filisteo. L'armatura che Saul aveva dato a Davide non era quella adatta! Quante volte noi ci troviamo davanti ad un gigante, ad un problema e vogliamo risolverlo con la "solita armatura", magari con la nostra esperienza, con le nostre capacità,  ma forse esse non sono quelle adatte! Combattiamo la battaglia con l'armatura che Dio ci ha lasciato: la Sua Parola.


Davide quindi avanzò verso il filisteo, ma anche egli avanzò verso Davide,  minacciandolo e provocandolo. Spesso succede che noi facciamo un passo verso Dio e la sua volontà,  e il gigante avanza verso di noi, insultandoci.  Ma Dio vuole che siamo pronti, perché nelle difficoltà con lui avremo la vittoria.

 

Come Davide andiamo incontro al gigante "Nel nome del Signore degli eserciti", perché l'esito della battaglia dipende dal Signore".

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Update 18.09.2019 :

 

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